Serie Fantasy

Il coronavirus ferma la produzione di Stranger Things, Casa di Carta e il Signore degli Anelli

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La quarantena in lockdown a cui sono sottoposti gli italiani ha fatto letteralmente esplodere il consumo di televisione. Al netto della crisi di ascolti dei programmi sportivi; film, serie e varietà – anche in replica – tengono incollati milioni di persone ogni giorno che divorano ogni cosa. Con il paradosso che tra qualche settimana potrebbero addirittura mancare i contenuti a causa dello stop imposto dal coronavirus a tutte le produzione. Tradotto: i fan della Casa di Carta dovranno probabilmente aspettare almeno un anno per la quinta serie, così come quelli di Stranger Things che attendono con ansia la stagione finale. Problemi anche per le riprese dell’attesissima serie tv de Il Signore degli Anelli in cui la maggior parte delle scene sono girate in Nuova Zelanda.

Tuttavia, se da un lato a breve c’è il rischio di non avere più grandi “blockbuster” da guardare; dall’altro le lunghe giornata a casa hanno permesso agli appassionati di scoprire serie di nicchia che probabilmente non avrebbero avuto lo stesso successo in tempi normali. I casi di Unorthodox (immagine) e Shtisel sono emblematici. Così come sono trasversali i problemi: in casa Disney, per esempio, sono riusciti a portare a termine la seconda stagione di The Mandalorian che arriverà in Italia regolarmente in autunno, mentre è rinviata la messa in onda di Aretha Franklin.

Le nostre produzioni – ha detto il fondatore di Netflix Reed Hastings nella lettera agli investitori (foto) – sono sospese quasi in tutto il mondo, ma al momento dello stop avevamo una vasta pipeline di contenuti che era pronta al lancio o in fase di post produzione”. La società conta quindi mandare in onda le serie tv e film come da programma almeno fino all’estate: alcuni titoli potrebbero essere in lingua originale per lo stop ai doppiaggi, ma è un problema a cui si può ovviare con i sottotitoli. Il vero impatto del coronavirus sulla produzione televisiva potrebbe quindi farsi sentire tra l’autunno e la fine dell’anno quando entreranno in catalogo le ultime acquisizioni, ma verranno a mancare le produzioni originali: “Prevediamo di continuare a garantire una straordinaria varietà di nuovi titoli per il 2020 e il 2021” ha proseguito Hastings.

La situazione è trasversale all’intera industria cinematografica se Netflix ha interrotto quasi tutta la sua produzione cinematografica e televisiva; la Warner Bros ha dovuto fermare 70 progetti tra serie e film, mentre Disney hanno messo in pausa 16 pilot e diversi show. Scelta identica anche per Apple. In Italia sono state rinviate a data da destinarsi anche le riprese per i nuovi episodi di Rocco Schiavone: la produzione sarebbe dovuta iniziare in primavera ad Aosta dove è ambientata la serie nata dalla penna di Antonio Manzini, ma il coronavirus ha fermato tutto. Sorte identica anche per titoli internazionali di culto come Peaky Blinders (immagine); Fargo; The Walking Dead e Grey’s Anatomy: le case di produzione assicurano che gli sceneggiatori sono al lavoro da remoto per accelerare i tempi sulla realizzazione dei prossimi episodi, ma sulla ripartenza delle ripresa non c’è alcuna visibilità. Così come non si sa quando Amazon riuscirà a mandare in onda la serie “Il signore degli Anelli”.

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