Serie Fantasy

Il mondo meschino e violento di Game of Thrones

Scroll down to content

Periodo storico

Abbiamo detto che le vicende di Game of Thrones sono ambientate in un mondo immaginario, però soffermandoci attentamente su piccoli dettagli possiamo essere in grado di risalire ad un periodo storico a cui l’autore dei romanzi (da cui prende spunto la serie TV), George R.R.Martin, si sarà sicuramente ispirato. Altri dettagli, quali gli abiti di scena, l’assenza di elettricità e le armi bianche fanno presupporre che il periodo sia il Medioevo. Scavando un po’ tra le interviste del regista abbiamo scoperto che ci sono chiari riferimenti ad eventi storici realmente accaduti:in primo luogo c’è un chiaro riferimento a due delle grandi guerre accadute alla fine del Medioevo, la guerra delle due rose (1455-85) e la guerra dei cent’anni (1337-1453).

La guerra delle due rose potrebbe aver ispirato il regista nella guerra tra gli York del Nord e i Lancaster, due famiglie che lottano per la conquistare di un regno: gli York si ispirano agli Stark e i Lannister ricordano i Lancaster anche solo dal suono dei loro nomi. La guerra dei cent’anni può aver ispirato il regista nella scelta di scegliere l’inverno come minaccia ai regni; infatti all’epoca della guerra dei cent’anni era cominciata la piccola era glaciale, periodo in cui si assistette ad un abbassamento delle temperature con conseguente avanzamento dei ghiacciai e che coincise con la battaglia tra le due potenze europee più importanti.

La mentalità dell’epoca

Il perseguimento degli interessi, primo fra tutti quello della sopravvivenza, impone a tutti i personaggi della saga una condotta sostanzialmente amorale, la cui descrizione inevitabilmente non può essere unidimensionale. “Il trono di spade” sfugge alla dicotomia classica bene/male di molte altre saghe, prime tra tutte quelle di John Tolkien. È per questo che, nell’evoluzione della storia, con le eccezioni di Jon Snow (il polo positivo) e Cersei Lannister (il polo negativo), tutti finiscono col compiere sia azioni esemplari che atti malvagi (tra le figure più emblematiche della complessità della natura umana figurano quelle di Jaime Lannister e Sandor Clegane).

Se la condizione “anarchica” di Westeros costituisce la cornice del racconto, il suo filo conduttore è ineluttabilmente la lotta per il potere. L’interruzione della successione secondo il principio tradizionale della successione dinastica, anche se giustificata dalla crudeltà del sovrano, infatti, innesca delle spinte centrifughe che esplodono definitivamente con la morte del nuovo re Robert Baratheon. È così che Westeros scivola in una condizione di “quasi legittimità”, che ricorda quanto scritto da Guglielmo Ferrero nel suo volume sul potere. La concomitanza tra un ordine politico che volge al tramonto (quello delle vecchie famiglie nobiliari dei Sette Regni) e di un ordine emergente che, tuttavia, è ancora di là da venire (quello di Daenerys Targaryen o quello di Jon Snow), conferma di essere lo scenario foriero per eccellenza di lotte senza quartiere che trascinano gli abitanti del continente occidentale in una spirale di violenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: